Spesso si rivolgono a me clienti che hanno già ottenuto il riconoscimento dello stato di invalido civile (anche con accompagnamento), o in sede di Commissione Invalidi o in sede giudiziaria e che, magari a distanza di poco tempo, si vedono revocare i benefici in sede di visita di revisione disposta dall’Inps.
Pochi giorni fa è venuta una mia cliente con la quale avevamo affrontato (e vinto!) il percorso di riconoscimento in giudizio: la signora aveva avanzato tramite il patronato domanda per il riconoscimento del proprio stato di soggetto invalido. La Commissione aveva negato il riconoscimento del beneficio; ricevuto il Verbale negativo si era rivolta a me e io le avevo consigliato di impugnare il verbale con ricorso dinanzi al Tribunale.
Il ricorso era stato accolto e la ricorrente con sentenza era stata riconosciuta invalida civile.
Successivamente l’Inps ha convocato la signora a visita di revisione e a seguito di questa visita ha revocato il beneficio già concesso giudizialmente sulla base di supposti, ma non meglio precisati, miglioramenti delle condizioni di salute.
La signora ha impugnato anche questo provvedimento e….di nuovo (!) il Tribunale ha accolto il ricorso sulla base di un importante principio di diritto, che dovrebbe essere tenuto nella massima considerazione da tutti i tribunali di merito: quando l’oggetto della controversia è un verbale di revisione, con revoca del beneficio (concesso con sentenza passata in giudicato) per generici miglioramenti delle condizioni di salute, ebbene tale generico riferimento a presunti asseriti miglioramenti non è sufficiente, bensì è necessario procedere ad un serio confronto tra le condizioni di salute che hanno legittimato il riconoscimento in sede giudiziale e quelle verificate in sede di visita di revisione.